Il tempo, il destino…

Le tre Parche

Quante volte ci soffermiamo sul passato con nostalgia, ci lamentiamo del presente e speriamo nel futuro. Il tempo scorre, pantar ei, come olio scivola e spesso non ce ne accorgiamo. non abbiamo la capacità di usare il tempo e lo sciupiamo, non riusciamo a tesserlo come come fosse un telo. Quando siamo usciti dalla casa di nostro padre per creare una nuova famiglia abbiamo obbediato al nostro istinto cristiano. attraverso la famiglia e la sua fecondità abbiamo tentato di costruire e vedere il nostro futuro. Dio si manifesta attraverso la vitalità umana, che è cammino verso il futuro. E le generazioni successive sono la nostra certezza di proseguire la missione divina: volgere alla pace. Noi abbiamo un destino, una missione, la nostra stella che  non dobbiamo mai spegnere. Del resto dante aveva detto a Brunetto Latini nel XV dell’Inferno: ” Se tu segui la tua stella/non puoi fallire a benedetto porto…”  La Fede è la santificazione del percorso. In questo cammino non siamo soli, la nostra mano è stertta da una mano più potente.

Lo tsunami in Giappone

Come una devastante artigliata

la Natura ha cancellato tutti gli sforzi umani

la tecnologia che sembrava innovativa

ed ha lasciato una scia di polvere umana

in un paesaggio spazzato via.

Che ne sarà del mondo tra profezie e anatemi?

Solo la speranza che tutto possa cambiare

e possa regnare la civiltà dell’ AMORE

dopo secoli del trionfo dell’Inciviltà dell’ODIO.

LUME,LUME di Nino Vetri

Abbiamo letto il libro di Nino Vetri in classe nell’ambito del laboratorio di lettura ed analisi di testi contemporanei. Questi sono i commenti dei miei alunni di una terza classe della scuola secondaria di I Grado:

“Difficile imbattersi in una narrazione che da questa materia possa trarre motivo di sorriso. Perciò la prima cosa che felicemente balza agli occhi leggendo ‘Lume Lume’ di Nino Vetri è il tono leggero e a volte svagato col quale l’autore riesce a rappresentare la complessa esistenza quotidiana di un quartiere dove convivono etnie, religioni, costumanze, credenze tra loro diversissime. Il protagonista è un giovane palermitano il quale vorrebbe conoscere le parole di un’antica canzone rumena, intitolata ‘Lume Lume’, che significa gente, mondo. Impresa che si rivela subito quasi impossibile perché lo svagato protagonista queste parole o le chiede a rumeni troppo giovani per ricordarsene e che comunque preferiscono Ramazzotti, o a non rumeni che a lui sembrano tali. Comunque si tratta di un esile pretesto che si rivela nella sostanza saldissimo e il più adatto al sistema narrativo di Vetri, che è quello di sistemare una dopo l’altra tante piccole tessere, in ognuna delle quali è contenuta una microstoria compiuta, sino a formare un vasto, movimentatissimo, coloratissimo affresco dentro il quale si muove (i personaggi sono sempre in movimento) un’affascinante, mutante come in un caleidoscopio, grande quantità di figure.” (N. Vetri)

Commento di Alberto

Il romanzo di Nino Vetri, “Lume lume”, apparentemente senza una trama convincente, racconta una convivenza tra inquilini stranieri di un condominio. Tra polacchi e rumeni, il narratore palermitano parte alla ricerca del significato di una canzone, da lui stesso definita  triste e struggente. , Questo romanzo, narrando storie e fatti, descrive popoli ed usanze a noi lontani, rivela la formazione di una comunità multietnica, che vive a Palermo. Sfogliando il libro, si assiste al susseguirsi di eventi, che all’inizio potrebbero sembrare sconnessi fra di loro ma che contribuiscono all’intrecciarsi della storia. Es. I rumeni  che mangiano con le mani e che ritengono poco igienico mangiare con la forchetta, i moldavi che  considerano bere da soli un atto scandaloso, i vicini del Bangladesh, che urinano nel giardino e altre vicende per noi scandalose, ma per altri, normali. Ogni tanto sentiamo parlare di reati commessi da extracomunitari, ma con queste pagine ci si accorge che come tutti i siciliani non sono mafiosi così tutti i rumeni non sono criminali. La convivenza di gente diversa, con diverse abitudini e costumi, è di certo difficoltosa; ma quello che viene fuori è una vita ricca di colori, è una ricchezza di valori. Alla fine l’autore riesce a trovare le parole di “Lume, lume” non con l’aiuto dei vicini rumeni, ma con l’aiuto di mezzi moderni: internet. Questo simboleggia la morte culturale delle etnie. La popolazione rumena non esiste più da quando le tradizioni sono state soppresse dalla modernità, da internet. E’ come se la memoria, vera protagonista della trama del libro, non esistesse più.

Abituare di più i nostri alunni maschi ad una lettura extrascolastica più efficace

La classifica Ocse-Pisa  ( Programme for International Student Assessment), stilata sul livello di apprendimento di alunni di 15 anni in 65 paesi, ci pone di fronte ad una realtà umana complessa piuttosto allarmante, che non è altro che lo specchio delle realtà quotidiane vissute nelle nostre classi: c’è una maggiore difficoltà negli alunni maschi nella capacità di comprensione di un testo e, quindi, consequenziale nell’analisi testuale. I dati registrano, inoltre, un punteggio che bisogna migliorare urgentemente. Nel test di lettura e comprensione l’Italia si pone dopo la Finlandia, Polonia e Grecia con 486 punti, con una differenza femmine/maschi di -46. Al di là di un punteggio italiano sotto la media Ocse, che è di 493, ciò che risalta nel confronto con le altre nazioni come Cile, Belgio, Germania, Austria, Grecia, Polonia, Finlandia è una differenza tra alunni e alunne sempre in negativo, che ci indica la maggior fatica dei maschi alla concentrazione e alla comprensione. Abbastanza  grave, dato che il problema parte dalla scuola ma si apre alla società, che risulta anche non in grado di comprendere un testo regolativo e quindi mettere in pratica le istruzioni. L’handicap dei nostri ragazzi (46 punti su 500) diventa un allarme da codice rosso, se confrontato con gli Stati Uniti o il regno Unito(25punti) o con la Colombia (9 punti). Continuando la nostra lettura, fatta anche dall’Invalsi (Istituto pere la valutazione del sistema educativo), per aree geografiche, il punteggio minore si ha nelle isole (maschi 440 punti- femmine 490 punti). Tutti e due comunque sotto la media Italiana!

L’allarme è poderoso perché tra le spiegazioni di tale handicap comunicativo sta nella tipologia di lettura dei nostri alunni nel tempo libero: libri, riviste, quotidiani, fumetti. Sicuramente emerge che la diversificazione nelle letture è insufficiente nella civiltà dell’immagine tra Tv, internet e play station e chele studentesse ottengono risultati più proficui, in quanto si lasciano affascinare meno dalle immagini come facilitatrici dell’apprendimento. L’allenamento alla diversificazione diventa, quindi, determinante per una buona abitudine alla comprensione testuale. Il divario maschi/ femmine potrebbe essere spiegato anche dal fatto che i maschi sono più proiettati ad utilizzare un linguaggio mimico-gestuale( partita a pallone, attività fisica etc…) mentre le ragazze utilizzano il mezzo comunicativo già dalla loro infanzia quando dialogano con le loro bambole. Bisognerebbe abituare di più i nostri maschi alla lettura extrascolastica e alla diversificazione delle varie tipologie, cambiando  anche il format educativo nei suoi contenuti al fine di riaffermare strategie di terapeuein, volte ad educare al testo come trasmettitore di messaggi e a valorizzare e ampliare trend positivi presenti nei nostri adolescenti.

 11/03/2011