Abituare di più i nostri alunni maschi ad una lettura extrascolastica più efficace

La classifica Ocse-Pisa  ( Programme for International Student Assessment), stilata sul livello di apprendimento di alunni di 15 anni in 65 paesi, ci pone di fronte ad una realtà umana complessa piuttosto allarmante, che non è altro che lo specchio delle realtà quotidiane vissute nelle nostre classi: c’è una maggiore difficoltà negli alunni maschi nella capacità di comprensione di un testo e, quindi, consequenziale nell’analisi testuale. I dati registrano, inoltre, un punteggio che bisogna migliorare urgentemente. Nel test di lettura e comprensione l’Italia si pone dopo la Finlandia, Polonia e Grecia con 486 punti, con una differenza femmine/maschi di -46. Al di là di un punteggio italiano sotto la media Ocse, che è di 493, ciò che risalta nel confronto con le altre nazioni come Cile, Belgio, Germania, Austria, Grecia, Polonia, Finlandia è una differenza tra alunni e alunne sempre in negativo, che ci indica la maggior fatica dei maschi alla concentrazione e alla comprensione. Abbastanza  grave, dato che il problema parte dalla scuola ma si apre alla società, che risulta anche non in grado di comprendere un testo regolativo e quindi mettere in pratica le istruzioni. L’handicap dei nostri ragazzi (46 punti su 500) diventa un allarme da codice rosso, se confrontato con gli Stati Uniti o il regno Unito(25punti) o con la Colombia (9 punti). Continuando la nostra lettura, fatta anche dall’Invalsi (Istituto pere la valutazione del sistema educativo), per aree geografiche, il punteggio minore si ha nelle isole (maschi 440 punti- femmine 490 punti). Tutti e due comunque sotto la media Italiana!

L’allarme è poderoso perché tra le spiegazioni di tale handicap comunicativo sta nella tipologia di lettura dei nostri alunni nel tempo libero: libri, riviste, quotidiani, fumetti. Sicuramente emerge che la diversificazione nelle letture è insufficiente nella civiltà dell’immagine tra Tv, internet e play station e chele studentesse ottengono risultati più proficui, in quanto si lasciano affascinare meno dalle immagini come facilitatrici dell’apprendimento. L’allenamento alla diversificazione diventa, quindi, determinante per una buona abitudine alla comprensione testuale. Il divario maschi/ femmine potrebbe essere spiegato anche dal fatto che i maschi sono più proiettati ad utilizzare un linguaggio mimico-gestuale( partita a pallone, attività fisica etc…) mentre le ragazze utilizzano il mezzo comunicativo già dalla loro infanzia quando dialogano con le loro bambole. Bisognerebbe abituare di più i nostri maschi alla lettura extrascolastica e alla diversificazione delle varie tipologie, cambiando  anche il format educativo nei suoi contenuti al fine di riaffermare strategie di terapeuein, volte ad educare al testo come trasmettitore di messaggi e a valorizzare e ampliare trend positivi presenti nei nostri adolescenti.

 11/03/2011

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