Il silenzio, condizione per la contemplazione.

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Il silenzio è la condizione più consona per contemplare la venuta di Dio nel mondo, quel silenzio che ha accompagnato la rivelazione a Maria da parte del Creatore fino alla notte in cui i pastori rimarranno incantati  da quel Bambino in una mangiatoia. I pastori di Betlemme non sono sovrani, governatori o nobili ma briganti, latitanti che si nascondevano nella pastorizia per sfuggire  alla giustizia, dei reietti, che, però, capirono prima di qualsiasi altro, la regalità divina di quel Pargolo nazareno, prima dei quei sapienti che dall’oriente giunsero a confermare il prodigio divino. Un bimbo, posto nella mangiatoia, che diventerà il simbolo di noi che ci cibiamo in terra  e per sempre, fino al ritorno del Cristo, del pane disceso dal cielo, ogni volta che ci accostiamo all’Eucarestia. Il Re dell’Universo, il Dio con noi, è un Bambino, innocente, fragile, senza peccato, che nella sua grandiosità, incomprensibile alla logica umana, è divinamente presente nel nostro cuore e risulta  un mistero che accade nell’ombra.  Ci ricorda Benedetto XVI che “ ciò che è veramente grande passa spesso inosservato”.  La silenziosità dell’evento è però una deflagrazione nella nostra coscienza e la consapevolezza  che al di là del frastuono umano, del rumore dei tempi , della distrazione del mondo c’è speranza per tutti e per questo ci invita a non aver paura. La stessa voce. che risuona nelle parole di Giovanni Paolo II che qualche tempo fa ci invitava a” Non aver paura ad aprire le porte del nostro cuore a Cristo”. Ciò che è grande e sacro, spesso, avviene nel nascondimento, nei cuori degli uomini, che gli altri giudicano ultimi nella società. Il Fiat di Maria, il silenzioso Fiat ha avuto la forza  di capovolgere il mondo e la storia. Quel silenzio necessario non è altro che la Grazia sempre presente nel nostro quotidiano, quel Dio che trasforma e rimane. L’”essere in basso” dell’uomo è sempre uno status che ci permette di essere recuperati da Dio come il Pastore che parte a recuperare la pecorella smarrita, dopo aver lasciato il gregge al sicuro. Non lasciamoci sommergere dai falsi clamori e respiriamo il silenzio della contemplazione che ci conduce all’adorazione. Ciò che è veramente grande passa spesso inosservato come in Galilea quando Dio bussò al cuore di Maria, dando inizio alla salvezza umana, e Lei per un silenzioso interminabile istante, attese. 

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