Nel Giorno della Memoria riflettiamo sul valore della vita.

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L’eugenetica nazista non è stata altro che la selezione della razza, che in un periodo della Germania novecentesca produsse uno dei naufragi esistenziali più colossali e drammatici, che l’umanità ricordi a oltraggio della sua dignità. Ma la storia ci insegna che le teorizzazioni, anche le più spietate, una volta riconosciute tali e rigettate dalle comunità umane, non scompaiono del tutto, si eclissano entrano in un  letargo, che può riportare al risveglio nelle coscienze, che nel tempo si allontanano, rifiutano, non riconoscono, ignorano Dio. L’ideologia dell’ ”homo novus, perfectus” è presente, ancora oggi, in alcune prassi e cerca di essere riconosciuta sempre più da generazioni, che tendenzialmente non conoscono ciò che  è stato o sono orientate anche dalla storia e dal tempo a dimenticare. Anche se,, dopo Hitler  la parola” eugenetica” è oggetto di ribrezzo da parte dell’opinione pubblica, l’idea continua ad albergare nelle menti dell’intellighenzia, falsamente progressista, che propone la constatazione dell’esistenza di “vite non degne di essere vissute”. Nel 1920 Karl Binding ed Alfred Hoche, giurista l’uno e psichiatra l’altro,  in un loro scritto, intitolato  “La liberazione della distruzione di una vita indegna di essere vissuta”, difendono per la prima volta l’eutanasia dei malati irrecuperabili e propongono l’uccisione dei malati mentali. Da qui l’adozione da parte dell’ideologia nazista di tali azioni con le falsamente scientifiche e immorali giustificazioni. La condanna dell’eugenetica da parte dell’O.m.s riguarda, però,  solo la “politica” intesa “ di coercizione che intende fornire un proposito, riproduttivo contro i diritti, la libertà e le scelte dell’individuo”. Se invece è “libera scelta individuale” tutto può essere oggetto di accettazione. Scandaloso! Nell’ambito della sperimentazione si selezionano embrioni e se ne scelgono i più puri. Ancora oggi si nascondono ipotesi, pensieri, teorie, atti, che portano alla selezione e alla pratica della eliminazione della vita, calpestando valori che offendono quotidianamente Dio. Oggi è legale l’aborto terapeutico dei bambini down perché ci si arroga il diritto di decidere ed autorizzare la nascita o l’eliminazione e si giudica se una vita è  degna o indegna di essere vissuta. Oggi si pratica ancora l’eutanasia, perché ci si convince che l’uomo deve decidere come morire e in che modo, con la morte dolce e lenta. A volte ci chiediamo com’è facile per l’uomo partorire idee con giustificazioni falsamente scientifiche, che acquietano gli animi e le coscienze votati alla morte e alla disperazione. Ci chiediamo: perché continua  anche ai nostri giorni il desiderio umano di sostituirsi a Dio, arrogandosi il diritto di decidere la morte e la vita per gli altri? Se solo ascoltassimo il grido dei bambini non nati con il trionfo dell’aborto, le nostre orecchie sanguinerebbero ad ascoltare quel coro, che è strazio di angeli non fatti nascere per immaturità, egoismo, immoralità e barbarie degli adulti. La vita è sempre degna di essere vissuta ed è un diritto di tutti, da quando l’atto d’amore procrea secondo il progetto divino. Guai a chi nega ciò agli indifesi ed a chi uccide, pensandosi assoluto, medico che esegue o paziente che lo richiede. Ne renderanno conto alla propria coscienza e a Dio, che è  Amore Misericordioso.

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