L’Eucarestia nel fondamento biblico

Image

Nella sinagoga di Cafarnao Gesù tiene un discorso eucaristico, così come lo riporta Giovanni capit. 6, versetti 26-59.

26 Gesù rispose: «In verità, in verità vi dico, voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. 27 Procuratevi non il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita eterna, e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo». 28 Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?». 29 Gesù rispose: «Questa è l’opera di Dio: credere in colui che egli ha mandato».
30 Allora gli dissero: «Quale segno dunque tu fai perché vediamo e possiamo crederti? Quale opera compi? 31 I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: Diede loro da mangiare un pane dal cielo». 32 Rispose loro Gesù: «In verità, in verità vi dico: non Mosè vi ha dato il pane dal cielo, ma il Padre mio vi dà il pane dal cielo, quello vero; 33 il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo». 34 Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». 35 Gesù rispose: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete. 36 Vi ho detto però che voi mi avete visto e non credete. 37 Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me; colui che viene a me, non lo respingerò, 38 perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. 39 E questa è la volontà di colui che mi ha mandato, che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma lo risusciti nell’ultimo giorno.40 Questa infatti è la volontà del Padre mio, che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; io lo risusciterò nell’ultimo giorno».
41 Intanto i Giudei mormoravano di lui perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo». 42 E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui conosciamo il padre e la madre. Come può dunque dire: Sono disceso dal cielo?».
43 Gesù rispose: «Non mormorate tra di voi. 44 Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. 45 Sta scritto nei profeti: E tutti saranno ammaestrati da Dio. Chiunque ha udito il Padre e ha imparato da lui, viene a me. 46 Non che alcuno abbia visto il Padre, ma solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. 47 In verità, in verità vi dico: chi crede ha la vita eterna.
48 Io sono il pane della vita. 49 I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; 50 questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. 51 Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
52 Allora i Giudei si misero a discutere tra di loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». 53 Gesù disse: «In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. 54 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. 55 Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. 56 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. 57 Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me. 58 Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
59 Queste cose disse Gesù, insegnando nella sinagoga a Cafarnao.

Qui si riflette una teologia più approfondita di quella presente nei sinottici. Questi ultimi furono scritti dal 70 d.C fin all’80 circa; poi verrà Giovanni dal 94 in poi e la data potrebbe prolungarsi fin al 101. In Giovanni abbiamo dietro una comunità che ha già fatto un percorso di fede. Mentre i sinottici riflettono un problema di fondo ( stanno morendo tutti i testimoni e si avverte il bisogno di mettere per iscritto il percorso di Gesù per essere divulgato alle nuove generazioni), Giovanni si inserisce nel periodo della diffusione della prima eresia, l’arianesimo, che negava la reale incarnazione del Figlio di Dio. Ci si chiede chi è l’Anticristo.

Questa espressione appare in 4 versetti:

1Giovanni 2:18

Gli anticristi
(1Gv 4:1-62Gv 7-11Gv 16:13-15
Ragazzi, è l’ultima ora. Come avete udito, l’anticristo deve venire, e di fatto già ora sono sorti molti anticristi. Da ciò conosciamo che è l’ultima ora.

1Giovanni 2:22

Chi è il bugiardo se non colui che nega che Gesù è il Cristo? Egli è l’anticristo, che nega il Padre e il Figlio.

1Giovanni 4:3

e ogni spirito che non riconosce pubblicamente Gesù, non è da Dio, ma è lo spirito dell’anticristo. Voi avete sentito che deve venire; e ora è già nel mondo.

2Giovanni 7

I falsi dottori
1Gv 4:1-6; 2:18-23
Poiché molti seduttori sono usciti per il mondo, i quali non riconoscono pubblicamente che Gesù Cristo è venuto in carne. Quello è il seduttore e l’anticristo.

Esso non è altro chi nega il Figlio di Dio nella carne. Infatti nel Vangelo di Giovanni non si legge la parola “uomo”, “ si è fatto uomo”, ma troviamo “carne”. Quindi i sinottici parlano dell’eucarestia come corpo e sangue mentre  Giovanni ci parla di carne e sangue. Paolo, scrivendo prima del 64 d.C., ci dà un racconto nella prima lettera ai Corinzi e dice che trasmetterà lui stesso ciò che ha ricevuto, un patrimonio di fede che divulga e custodisce. Nel già citato Discorso di Cafarnao, Gesù fa porre l’attenzione nel parlare dell’EUCARESTIA COME CARNE E SANGUE. Già nel Levitico, che contiene le norme per il culto di Gerusalemme, viene fatto obbligo di separare la carne dal sangue nei sacrifici. Quindi l’Eucarestia sin dai primordi è stata considerata un vero sacrificio che toglie i peccati del mondo. Dai capitoli 13 -16 Giovanni ci ha trasmesso la Cena vissuta da Gesù. Però nel racconto non ci parla dell’istituzione dell’Eucarestia per tre motivi:

1) Giovanni non ha preoccupazione di indicare modalità di celebrazione eucaristica;

2) c’è preoccupazione invece di dare significato all’Eucarestia;

3) Tale significato è CELEBRAZIONE e CONVITO DI SERVIZIO.

Con la lavanda dei piedi ci conduce nel significato intimo dell’eucarestia e nella forma di governo che è norma vigente. In tutti i discorsi con i farisei, Gesù non si fa mai togliere la responsabilità di essere Maestro e la forma di governo che istituisce è l’eucarestia. “ Sei io lavo i piedi, anche voi dovete lavare i piedi agli altri” e “ lasciate che i grandi della terra spadroneggino, voi comportatevi diversamente”. Come i sinottici, Giovanni lega il significato dell’eucarestia con il segno della moltiplicazione dei pani. I verbi utilizzati sono quelli dell’Istituzione Eucaristica. Ed in più Giovanni fa seguire alla moltiplicazione dei pani e dei pesci l’entusiasmo della folla. Ma Gesù fugge, non si gloria di ciò perché non è un politico, che vive di acclamazione e che risolverà i problemi materiali. Il segno ha un altro significato. Ma cos’è un segno?  E’ una realtà che mi rimanda ad altra realtà. Ha una sua consistenza ma ci rimanda ad una più profonda .Gesù dona loro la possibilità di vedere un segno nel suo gesto per accedere alla realtà significata. Segno di un cibo che dura per la vita eterna. Ora l’opera che l’uomo deve compiere è riconoscere il compito del Figlio mandato dal Padre per salvare il mondo. Gesù nella sinagoga cafarnanea fa un discorso che possiamo definire “pericoloso” per chi non riesce a cogliere il significato del segno. La manna del deserto era solo manna, il Pane del cielo è altro. La manna non è altro che anticipazione di quello che Dio donerà con Gesù. Gesù rivela, quindi, di essere Lui il Pane del Cielo, il Pane della Vita. Non dice di essere tutto il pane del mondo ma quel PANE, che spezza e dà ai discepoli. Ma è possibile accogliere Gesù e riconoscere il segno solo se si è attirati dal Padre. Il segno più grande dell’Amore è lasciare liberi. Il Padre ci lascia liberi e rispetta la nostra libertà. Il vero Amore, l’immenso Amore, apre il cuore alla libertà.

Dio dà la libertà agli uomini di accogliere la Grazia. I doni che il Signore ci dà, ci responsabilizzano. E finalmente percepiamo che la felicità non è ricevere un dono  ma quando si manifesta l’amore con il dono totale di se.  Riuscire a donarsi è esperienza dolorosa e così come scrive Giovanni nel capitolo 15 “ di potatura”; ma tutto ciò ha senso perché la potatura serve a far diventare ancor di più rigogliosi. Nella lettera a Timoteo, Paolo ci ricorda che Dio vuole la salvezza di tutti. E l’Eucarestia nella sua finalità escatologica è anticipazione di ciò che sarà alla fine, cioè la vita in piena comunione. anima e corpo, con la Trinità. Risorgere. Ma come sarà la risurrezione, non lo sappiamo. Gesù, dopo la sua risurrezione,  non viene immediatamente riconosciuto perché trasfigurato. L’espressione “ Pane della vita”, quindi, potrebbe essere più profondamente tradotta dal testo originale, vedendo in quel genitivo la caratteristica di epesegeticità, cioè rafforzamento. Allora il significato si risolve nel tradurre meglio con “Pane che è la Vita”. Eucarestia è , dunque, sangue e carne; e Gesù radicalizza sempre di più se sappiamo cogliere la sfumatura del verbo utilizzato nel  testo greco “ Mastica la mia carne”. Pertanto non sciogliamo l’ostia in bocca ma mastichiamo la carne  di Cristo, così come ci ha detto Gesù.

Image

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: