La Santa Messa: Liturgia eucaristica.

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Esaminando il momento dell’offertorio in realtà è una processione o presentazione dei doni in quanto la vera offerta è Gesù Cristo. (post Concilium Vaticanum Secundum). La preghiera sul pane e sul vino sono realtà ed atti ascendenti: si benedice infatti Dio. Si anticipa il fine per cui offriamo il pane ed il vino affinché diventino cibo di salvezza. Rimane il termine “ offerta” in quanto c’è l’offerta del popolo (si incensano sia il popolo che il pane ed il vino).  Il sacerdote che si lava le mani vuole indicare che le azioni della Chiesa siano purificate e senza macchia. Queste stesse mani sono quelle innalzate verso l’alto come supplica di perdono. Le mani del sacerdote sono quelle che toccheranno il Corpo ed il Sangue di Cristo. La raccolta con i cestini avviene prima della consacrazione. Subito dopo c’è la preghiera sulle offerte. Il fine dell’orazione è cogliere il senso spirituale dell’atto, che anticipa le finalità delle nostre offerte. LA PREGHIERA EUCARISTICA NON è QUELLA CHE NOI COMUNEMENTE INTENDIAMO ma inizia subito dopo l’orazione sulle offerte.(in tal momento l’arcivescovo si toglie lo zucchetto). Si divide in 5 parti:

  1.      Lode al Padre
  2.      Memoria ed offerta del sacrificio pasquale di Cristo
  3.       Duplice invocazione dello Spirito
  4.       Comunione
  5.        Intercessione ecclesiale.

La lode diventa memoriale sacramentale come offerta.

Nel primo momento “Lode al Padre” si loda il Padre per la storia della salvezza che è stata realizzata dal Figlio.

Esso si divide in 3 parti:

  1. .      Prefazio
  2.        Proclamazione del santo
  3.       Continuazione della Lode.

Il Prefazio è l’inizio della lode e dell’azione di grazie a Dio Padre. Questa lode che è presidenziale ( elevata da Colui che presiede) è interrotta dal canto perché si dimostra che è lode della Chiesa. Non interrompe ma è risposta all’amore di Dio. Cielo e terra diventano un’unica realtà.

Nella proclamazione del santo Cristo dialoga con la sua Chiesa nel rapporto sponsale con aspetto pedagogico in quanto è preghiera di  tutti noi ed azione di tutti.

Nella continuazione della lode  ( Padre veramente santo…)questo momento fa da legame alla prima invocazione allo Spirito Santo (EPICLESI)

Nel secondo momento “Memoria ed offerta del sacrificio” c’è quello che si chiama Racconto cioè ilmemoriale del sacrificio di Cristo. Dio ci nutre attraverso i sacramentali.

Nel terzo momento Invocazione allo Spirito Santo qui ed oggi si rende presente la passione, morte e risurrezione di Cristo.

La lode diventa Memoriale sacramentale…..offerta……..riconoscimento della vittima. Il celebrante presenta a Dio l’offerta e riconosce la vittima immolata Gesù. Noi chiediamo al Signore di ESSERE VITTIMA CON LUI. Qui abbiamo al seconda epiclesi. E’ lo Spirito santo che ci fa UNICO CORPO per divenire VITTIMA.

Il Quarto momento è la Comunione

Il Quinto momento è l’intercessione ecclesiale. (per la Chiesa e per il mondo intero) Attraverso l’azione dello Spirito Santo la Chiesa del mondo si manifesta come Comunione , messaggio in tutte le dimensioni: pellegrina, di santi etc. Qui nominiamo il papa, i vescovi per dire che siamo in comunione con loro. Con Cristo per Cristo ed in Cristo… (dossologia)

Altro Mercoledì della fede (6 marzo 2013)

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Abbiamo visto un film dal titolo” The Grace card” sul tema del Perdono.

La trama si sviluppa così:

“Quando Mac McDonald perde il figlio in un incidente la vita sembra non avere più senso. Il dolore è straziante. L’uomo prova rancore verso la sua famiglia ed è in collera con Dio. Ma l’amicizia con Sam Wright cambierà la sua visione del mondo, dimostrando che anche le ferite più profonde possono guarire. E che a tutti è concesso ricevere la grazia di Dio.”

Una frase mi ha colpito: Essere uomo vuol dire tendere la mano. E’ questa la condizione per iniziare una cammino che può giunge al perdono. Ma tutto ciò avviene se Dio entra nel nostro cuore, se permettiamo di parlarci. Altrimenti si diventa sempre più roccia che non si sgretola da sola. Chiediamoci sempre : Perdonare chi?, perdonare che cosa? Cosa ha provocato nella mia vita la mancanza del perdono?

Non perdonare ha conseguenze non solo per noi, per quelle ferite che portiamo nel cuore e che non si rimargineranno mai ma anche per chi ci circonda, per quelli con cui entriamo in relazione, per quelli che crediamo di amare ma che invece gravitano nella nostra esistenza in attesa di qualcosa che non arriverà mai se non entriamo nella riflessione dei nostri atti. Alcuni non perdonano perché si sentono orgogliosi. C’è più soddisfazione nel perdonare che nel caratterizzare la propria vita un eterno odio su chi ci ha ferito. Chi non perdona spesso rimane avvelenato e non si accorge che avvelena chi ci sta attorno e lo condiziona. Se poi questo veleno non è curato con un antidoto porta alla morte dell’anima e  diventa contagioso .Solo se sperimentiamo un Amore grande, l’Amore di un Dio che ci vuole portare  all’esodo, possiamo cominciare a perdonare. Ma chi perdonare? I volti ora si materializzano. Sono tuo padre, tua madre, i tuoi figli, il tuo fratello, la tua sorella, tua suocera, tua nuora, tuo genero, tuo marito, tua moglie, chi ti ha tradito, chi ritenevi amico. Forse ce l’hai anche con Dio. Allora preghiamo perché il Signore possa mandarci la grazia di perdonare tutti coloro che ci hanno offeso durante la vita. Solo in Lui possiamo trovare la forza.

O Signore, liberaci dai risentimenti, dalle angosce e dalle inflessibilità che abbiamo avuto nei tuoi confronti. Ti chiedo perdono per tutte le volte che ho pensato che Tu mandavi la morte, le sofferenze, le difficoltà economiche. Voglio perdonare me stesso per i miei peccati, mia madre per tutte le volte che mi ha offeso mio padre per la sua mancanza d’amore, i miei fratelli e mia sorella per le bugie che hanno detto sul mio conto e sulla mia famiglia, per il loro rancore nei miei confronti anche se non li ho mai offesi, mia moglie per i giorni d’indifferenza, di sbigottimento, di incomprensione, di litigio, per la sua mancanza di attenzione e di affetto, per avermi profuso molto spesso  un amore tiepido, i miei figli per la loro mancanza di rispetto, di obbedienza di comprensione, i miei amici che mi hanno tradito, mi hanno beffeggiato, mi hanno umiliato. Signore dammi la capacità di perdonare sempre e poi sempre, il mio nemico, quello al  quale ho detto che non lo avrei mai perdonato, quello al quale mi costa moltissimo accordare il mio perdono. Solo così entrerà l’arcobaleno nel mio cuore e la mia anima si proietterà nella primavera e nell’estate della pace.

Liturgia della Parola: alcune riflessioni

 

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Cos’è l’Eucarestia? Chi è l’eucarestia? 

Per comprende il concetto di liturgia dobbiamo affidarci alle numerose definizioni. Quella più semplice e che la liturgia è il luogo teologico dell’incontro tra Dio e l’Uomo. L’uomo incontra Dio nell’aziona liturgica. Se c’è incontro tra Dio e l’uomo è Dio che prende l’iniziativa, che cerca sempre l’Uomo. Perché avviene ciò? Il motivo è perchè l’Uomo riceve da Dio la stessa Divinità. L’Uomo viene DIVINIZZATO e non può far altro che glorificare Dio.  Dio va incontro all’Uomo per divinizzarlo. Nell’INCARNAZIONE Dio si fa uomo, assume la nostra umanità per divinizzarci. Le nostre liturgie non sono altro che la manifestazione dell’immenso amore per santificare l’Uomo. Le messe a cui abbiamo assistito non sono altro che presenza di Dio.  Allora cos’è l’eucarestia? Chi è l’Eucarestia?  E’ la stessa preghiera eucaristica, che è ringraziamento ed è il Corpo e Sangue di Nostro Signore. Tutte queste situazioni lasciano intravederla realtà che è un Evento, a cui si partecipa. Nella celebrazione eucaristica si celebra la Passione, Morte e Risurrezione di Cristo, cioè il Mistero Pasquale. Quest’evento ci coinvolge  come vittoria della Grazia sul peccato, del Bene sul male, della Vita sulla morte. Una questione fondamentale è che noi partecipiamo a questa vittoria. MORIRE OGNI GIORNO PER RISORGERE DAL PECCATO, ci ricorda S. Paolo. Il problema di fondo è che nella croce non ci vogliamo salire. L’unica via che ci porta al padre è Gesù. E la certezza della Fede è il tempo di Dio: dopo la Passione e la Morte c’è la RISURREZIONE. Noi partecipiamo al Mistero Pasquale attraversi il Battesimo e con l’Eucarestia. Il partecipare ci rafforza perché noi possiamo morire al peccato e risorgere a nuova vita. Il mistero pasquale lo viviamo, lo celebriamo e lo annunciamo. Inginocchiarsi è un segno e vuol dire morire al peccato ed alzarsi risorgere a nuova vita. Partecipare alla liturgia della parole vuol dire VOLEREINCONTRERE IL SIGNORE. Abbiamo incontrato il Risorto e noi portiamo con la Comunione il Risorto che noi abbiamo visto nella Messa. Alla morte quindi c’è rimedio: la Risurrezione. Ciò che celebriamo nel Triduo Pasquale lo celebriamo nella Messa domenicale. Nell’Eucarestia c’è la presenza di Cristo. Cristo è presente: 1) nell’incontro, 2)  nell’assemblea,3)  nella Parola, 4) nel Pane eucaristico. Cristo è presente in  tutti gli avvenimenti. Abbiamo detto che con il battesimo e con l’eucarestia partecipiamo all’evento pasquale. Celebriamo la messa per morire e per risorgere. Nella Liturgia della Parola, la Sacra Scrittura ha un’importanza estrema. Da essa si attingono le letture, si attingono i Salmi che si cantano (Sacrosantum Concilium n. 24) LA PAROLA DI DIO E’ LA RADICE DI TUTTO CiO’ CHE ESISTE. La PAROLA  è importante per l’universo perché chiama all’esistenza tutto l’universo. ( nel Salmo) Nella Genesi si afferma che dalla Parola nasce tutto. Dio Chiama. Nell. A. T. E’ dalla Parola che  Mosè fa nascere  un popolo, Israele. Da una Parola Dio chiama Mosè e dal Nulla nasce un popolo. (Es, 4,22)

Esodo 4,22

Allora tu dirai al faraone: Dice il Signore: Israele è il mio figlio primogenito.

Nel Nuovo T. Dio per mezzo di Gesù , sua Parola vivente, chiama all’esistenza la Chiesa e dà inizio al cristianesimo. Ancora oggi dio continua a chiamare all’esistenza le comunità (decreto Ad gentes capitolo 6)

Dio crea tutte le cose invisibili ed invisibili con la sua Parola.(Colossessi 1, 16)

Dio crea anche l’Universo spirituale dove viene contemplata la salvezza. Se Dio continua ogni istante a creare, crea anche l’Universo della comunità vivente. Per la comunità dei credenti c’è una condizione: essa sussiste quando giorno dopo giorno accoglie la Parola, proclamata che intensifica la fede. Per capire ciò richiamiamo la tradizione ebraica in quanto ha messo in evidenza il bisogno della Parola. Il popolo ebreo che va nella sinagoga legge la TORAH. La Parola è creatrice, attualizzazione,cioè rende sempre attuale l’alleanza che Dio ha sancito con il suo popolo. Nella consacrazione ritorna l’Alleanza.

 La celebrazione della liturgia della Parola

Nel popolo ebreo:

alcune feste ebraiche prevedono la celebrazione della parola La struttura è :

1)convocazione di tutto Israele

2) celebrazione della Parola di Dio

3) omelia

4) risposta dell’assemblea

5) rito sacrificale o sacrificio di comunione.

I vari momenti hanno un corrispettivo biblico:

Salmo 49 v. 5

Convocazione di tutto Israele

Esodo capit.24, 7  e Giosuè capit 8, 34

Celebrazione della Parola

Giosuè capit. 24,15-23

Omelia (spiegazione ed attualizzazione dell’alleanza)

Giosuè sgg.

Risposta dell’assemblea

Esodo   24, 8-11 (aspersione dell’assemblea con il sangue) 

Rito sacrificale o sacrificio di comunione

La raccolta del sangue dell’agnello sgozzato avviene in un catino. Il capo reclinato dell’agnello sgozzato nella messa cristiana è quello di Gesù . Il suo capo è reclinato sulla croce.

In conclusione la Parola è costituiva dell’Alleanza , è base su cui poggia l’Unione tra Dio e l’Uomo, ma è anche fondamento sul quale l’alleanza è costitutiva

Nella Liturgia cristiana l’EUCARESTIA è la NUOVA ALLEANZA.

La Parola proclamata svolge la stessa funzione tra Dio e Uomo. La Parola vivente (Gesù) è il fondamento della Nuova Alleanza. ( vedi n. 7 Sacrosantum Concilium). Cristo è presente nella Parola, giacchè è Lui che parla. Il mistero della Parola ed il mistero dell’Eucarestia rinviano al mistero di  Cristo Gesù e tutti e due sono epifania del Signore Risorto.

Analogie tra Parola ed Eucarestia

Nella Parola

Nell’Eucarestia

Cristo è presente sotto il velo della Parola scritte o umane

Gesù è presente sotto il velo del pane e del vino

Lo Spirito Santo trasfigura le parole umane in parole rivelate da realtà create

Lo Spirito Santo consacra il pane ed il vino nel Corpo e sangue e li eleva a realtà divine

Il fine ultimo è la Risurrezione (discepoli di Emmaus)

La Risurrezione conferisce il senso ultimo dell’Eucarestia (nell’attesa della tua venuta)

Parole di vita eterna

Pane di vita eterna

Nella Parola cristo perdura dall’inizio alla fine.

La presenza reale di Cristo perdura nell’Eucarestia fin quando perdura la presenza dell’ostia nel tabernacolo

 

Nella Sacrosantum Concilium al n. 56 si afferma che la Parola e l’eucarestia sono UNITE in modo da formare un unico atto di culto nella Messa. Viene imbandita la Mensa della Parola di Cristo e la mensa del Corpo di Cristo. La liturgia della PAROLA viene poi declamata dall’ambone, simbolo del sepolcro vuoto. Infatti si annuncia la Risurrezione. La Liturgia della Parola, inoltre, mette in risalto un rapporto sponsale:

Lo Sposo parla nella prima lettura

Noi rispondiamo con il Salmo

Dio parla nella Seconda lettura

Noi rispondiamo con l’Alleluia

Segue l’Annuncio della Risurrezione

Noi rispondiamo con il Credo,