L’Eucarestia: memoriale del sacrificio pasquale.

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Per poter comprendere il significato dell’evento “ eucarestia” e della Cena del Signore, dobbiamo riferirci alla tradizione pagana ed ebraica. Partendo dalla frase di Gesù, “Fate questo in memoria di me”, possiamo già affermare che il termine liturgico “memoria” corrisponde a “memoriale”, termine che riprendiamo dalla tradizione ebraica in quanto la loro celebrazione di un evento è un memoriale (es. nella celebrazione della loro pasqua fanno memoria della liberazione dalla schiavitù …). Questo evento E’ ACCADUTO, CONTINUA AD ACCADERE ED ACCADRA’. L’evento storico e futuro si concentra nel presente, che è continuità del passato ed anticipo del futuro. Infatti la comunità che celebra oggi l’evento è contemporanea di quella del passato e si sviluppa nel futuro.  E’ nell’uomo che vive il presente ma in esso c’è il passato e la prospettiva del suo divenire. Es. (io festeggio il mio compleanno cioè la nascita avvenuta nel passato e nel presente ne ricevo il regalo!) Una riflessione importante riguarda la categoria del SACRIFICIO nella quale entra il concetto di OFFERTA. L’offerta è dono fatto al Signore ; alcune offerte sono destinate ad essere bruciate; altre ad essere bruciate e mangiate. Il sacrificio, quindi, diventa una PARTICOLARE OFFERTA. Il termine derivante dal greco e poi dal latino, indica “macellare, uccidere. etc.” Possiamo dividere questi tipi di offerta in 3 categorie:

1)      Offerte di ESPIAZIONE o PROPIZIATORIE

2)      Offerte di CONSACRAZIONE (si bruciano cereali e si offrono vivande)

3)      Offerte di COMUNIONE ( per la pace etc.).

Urge ora una riflessione sul “pasto”, inteso come categoria religiosa in quanto la comunità cristiana celebra l’eucarestia nell’ambito di un pasto. Gesù istituisce  l’Eucarestia durante la Cena pasquale. Per  i pagani, il pranzo si può dividere in

1)      pranzo amichevole

2)      pranzo in onore dei defunti (quello che dalle nostre parti si chiama consolato con pastina e carne in brodo )

Si condividono i valori simbolici nel pasto( cioè se si mangia carne  di toro avrò vitalità forza e caparbietà). In tutti questi pasti c’è un significato di comunicazione con la Divinità e con chi sta consumando il pasto. Per gli ebrei nei giorni delle feste importanti si  facevano pasti sacri con significato religioso. E’ qui che si inserisce la Pasqua ebraica. Nei pasti sacrificali si mangia la vittima

Nei sacrifici di comunione ( I libro dei Re capit 18. vv 20-40 )  la vittima si divide  i due parti perché una parte viene bruciata e l’altra viene bruciata e consumata dai commensali.

1Re 18,20-40

20 Acab convocò tutti gli Israeliti e radunò i profeti sul monte Carmelo. 21 Elia si accostò a tutto il popolo e disse: «Fino a quando zoppicherete con i due piedi? Se il Signore è Dio, seguitelo! Se invece lo è Baal, seguite lui!». Il popolo non gli rispose nulla. 22 Elia aggiunse al popolo: «Sono rimasto solo, come profeta del Signore, mentre i profeti di Baal sono quattrocentocinquanta. 23 Dateci due giovenchi; essi se ne scelgano uno, lo squartino e lo pongano sulla legna senza appiccarvi il fuoco. Io preparerò l’altro giovenco e lo porrò sulla legna senza appiccarvi il fuoco. 24 Voi invocherete il nome del vostro dio e io invocherò quello del Signore. La divinità che risponderà concedendo il fuoco è Dio!». Tutto il popolo rispose: «La proposta è buona!».
25 Elia disse ai profeti di Baal: «Sceglietevi il giovenco e cominciate voi perché siete più numerosi. Invocate il nome del vostro Dio, ma senza appiccare il fuoco». 26 Quelli presero il giovenco, lo prepararono e invocarono il nome di Baal dal mattino fino a mezzogiorno, gridando: «Baal, rispondici!». Ma non si sentiva un alito, né una risposta. Quelli continuavano a saltare intorno all’altare che avevano eretto. 27 Essendo già mezzogiorno, Elia cominciò a beffarsi di loro dicendo: «Gridate con voce più alta, perché egli è un dio! Forse è soprappensiero oppure indaffarato o in viaggio; caso mai fosse addormentato, si sveglierà». 28 Gridarono a voce più forte e si fecero incisioni, secondo il loro costume, con spade e lance, fino a bagnarsi tutti di sangue. 29 Passato il mezzogiorno, quelli ancora agivano da invasati ed era venuto il momento in cui si sogliono offrire i sacrifici, ma non si sentiva alcuna voce né una risposta né un segno di attenzione.
30 Elia disse a tutto il popolo: «Avvicinatevi!». Tutti si avvicinarono. Si sistemò di nuovo l’altare del Signore che era stato demolito. 31 Elia prese dodici pietre, secondo il numero delle tribù dei discendenti di Giacobbe, al quale il Signore aveva detto: «Israele sarà il tuo nome». 32 Con le pietre eresse un altare al Signore; scavò intorno un canaletto, capace di contenere due misure di seme. 33 Dispose la legna, squartò il giovenco e lo pose sulla legna. 34 Quindi disse: «Riempite quattro brocche d’acqua e versatele sull’olocausto e sulla legna!». Ed essi lo fecero. Egli disse: «Fatelo di nuovo!». Ed essi ripeterono il gesto. Disse ancora: «Per la terza volta!». Lo fecero per la terza volta. 35 L’acqua scorreva intorno all’altare; anche il canaletto si riempì d’acqua. 36 Al momento dell’offerta si avvicinò il profeta Elia e disse: «Signore, Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, oggi si sappia che tu sei Dio in Israele e che io sono tuo servo e che ho fatto tutte queste cose per tuo comando. 37 Rispondimi, Signore, rispondimi e questo popolo sappia che tu sei il Signore Dio e che converti il loro cuore!». 38 Cadde il fuoco del Signore e consumò l’olocausto, la legna, le pietre e la cenere, prosciugando l’acqua del canaletto. 39 A tal vista, tutti si prostrarono a terra ed esclamarono: «Il Signore è Dio! Il Signore è Dio!». 40 Elia disse loro: «Afferrate i profeti di Baal; non ne scappi uno!». Li afferrarono. Elia li fece scendere nel torrente Kison, ove li scannò.

L’Uomo offre il grasso e le budella per creare il fumo e ne mangia la carne. Il fumo che sale alla divinità in qualche modo discende e va a divinizzare la carne da consumare da parte dei commensali, Ne mangiano solo coloro che hanno partecipato al sacrificio. Il fumo è quello che sale per le viscere bruciate. Se la carne è divinizzata noi che ne mangiamo siamo divinizzati.  Il pasto è fonte di vita, e nutrimento, forza , permette la sopravvivenza e ogni pasto religioso mette in relazione con Dio. Questo pasto ci dà la dimensione  del rapporto con Dio. In Esodo,24,11. Qui si mangia rendendo grazie a Dio e diventa segno di alleanza.

Esodo 24,11

Contro i privilegiati degli Israeliti non stese la mano: essi videro Dio e tuttavia mangiarono e bevvero.

 Questi pasti avevano un valore escatologico, di attesa della venuta messianica. In Isaia capit 25, 6 si prepara una mensa .

Isaia 25,6

Preparerà il Signore degli eserciti
per tutti i popoli, su questo monte,
un banchetto di grasse vivande, un banchetto di vini eccellenti,
di cibi succulenti, di vini raffinati.

 Anche per noi il Signore prepara per noi una mensa

In Proverbi capit. 9, v1-6 La Sapienza…

9,1 La Sapienza si è costruita la casa,
ha intagliato le sue sette colonne.
2 Ha ucciso gli animali, ha preparato il vino
e ha imbandito la tavola.
3 Ha mandato le sue ancelle a proclamare
sui punti più alti della città:
4 «Chi è inesperto accorra qui!».
A chi è privo di senno essa dice:
5 «Venite, mangiate il mio pane,
bevete il vino che io ho preparato.

In Genesi le offerte di Caino e  Abele. E  Dio punisce Caino. Il fatto che nella Genesi si parla dei frutti della terra ci riporta al periodo storico che vedeva il nomadismo e la sedentarietà di questi uomini. Il primo Libro della Bibbia ad essere stato scritto è l’ESODO. Per i pagani nomadi esisteva la festa di primavera  che portava ad offrire le primizie alla divinità, L’agnello senza macchia è una primizia. I pagani sedentari offrivano nella festa delle Primizie come primizia i frutti della terra (prime spighe). Il popolo ebreo mise insieme le due feste (primavera e primizie) e per loro fu la festa di Primavera. Con essa ringraziano  Dio perché li ha creati, per avergli dato il Creato e vogliono lodarlo e glorificarlo.

Mosè va dal faraone dopo alcune piaghe d’Egitto ed il faraone dà il consenso di andare via ma Mosè vuole che con loro possano uscire anche gli animali per i sacrifici.

E’ chiaro perché Dio può dire a Mosè di prendere l’agnellino senza macchia ed il pane azzimo ( pane senza lievito perché il lievito è pasta acidificata e simboleggia il vecchio). A questa festa di Primavera si aggiungerà l’esodo e la terra Promessa, che la trasforma in Pasqua Ebraica. (Dio è intervenuto , ha liberato dalla schiavitù , poi l’esodo, l’alleanza sul Sinai e la terra Promessa). Gesù, come ebreo, celebra questa pasqua, Durante questa Pasqua dice alcune cose che stravolgono tutti:  “Questo è il mio corpo , questo è il mio sangue…”

La Pasqua ebraica celebra la liberazione da parte di Dio del popolo ebraico per condurlo alla Terra Promessa; la Pasqua cristiana celebra Gesù che ci libera dal peccato  per condurci alla Gerusalemme celeste.

La CENA PASQUALE ebraica può dividersi in 4 parti:

1)      Santificazione

2)      Racconto

3)      Azione di Grazia post cena

4)      Salmi di lode

Ogni momento è intercalato dalla bevuta in una coppa . In totale 5 coppe.

Nella Santificazione si ringrazia Dio per essere stati creati, per il frutto della vite. Tutti bevono nella prima coppa. Si lavano le mani e portano il cibo a tavola. Il capo famiglia prende il pane azzimo e lo spezza in due.

Nel Racconto ci sono 4 bambini che fanno domande, si ripercorre la storia della salvezza e si dà il senso della notte pasquale. Storia dell’uscita d’Egitto dalla liberazione con Mosè intercalati da canti.Tutti bevono alla seconda coppa.

Il terzo momento o Azione di Grazia dopo la cena, il capofamiglia benedice il Signore della sua bontà perché non solo è stato il liberatore a quel tempo ma ci libera ogni giorno. Ringrazia perché ha dato  una terra preziosa. Tutti bevono alla terza coppa.

Nel quarto momento, Salmi di lode, si esprime la gioia. Vengono letti i salmi del raccolto. 112-113-114-115-116-117-135. Questi salmi nella ritualità si recitano fuori per ricordare l’uscita dall’Egitto.

L’ultima frase del capofamiglia è: “Il Signore ci conceda di celebrarlo anche in futuro …il prossimo anno nella Gerusalemme Celeste.”

La quinta coppa non la bevono e lasciano un posto vuoto perché aspettano il profeta Elia. (il Messia)-

Nel momento della Reposizione Gesù è nell’orto e noi stiamo con Lui. Ecco perché non si chiama sepolcro ma altare della Reposizione.