TEATRANDO

Un’esperienza veramente entusiasmante è l’attività teatrale a scuola. Quando gli alunni diventano compagnia teatrale si mettono in azione tutte le componenti didattiche dell’azione educativa del consiglio di classe. Ci si trasforma in regista , in attore, in operaio, in scenografo, in costumista, in commediografo. Si mettono in atto tutte le strategie della comunicazione e si sperimenta quello che potrebbe restare solo teoria. Ben vengano quindi attività di questo genere che servono a crescere e a offrire una scuola più attiva e meno teorica, più accattivante e più incisiva.

PIRANDELLO INEDITO IN MOSTRA

In Sicilia ecco una mostra davvero preziosa: “I Pirandello”, allestita a Palazzo Platamone a Catania, fino al 17 ottobre. La documentazione ricostruisce gli aspetti pubblici e privati della vita di Luigi Pirandello insieme con i suoi amici e familiari: la moglie Maria Antonietta, l’attrice Marta Abba e, ovviamente, i figli: Stefano, Fausto e Lietta. La galleria raccoglie anche le testimonianze di alcune personalità fra le più autorevoli nel panorama internazionale della cultura del Novecento che entrarono in contatto con lo scrittore agrigentino: Rosso di San Secondo a Ettore Romagnoli e tanti altri. In particolare la mostra racconta un aspetto poco noto della vita familiare di Pirandello, ovvero il successo ottenuto dal primogenito Stefano nel campo della letteratura. Segnato dall’ingombrante ombra paterna, che lo ha portato persino a occultare il proprio nome e a usare lo pseudonimo di Stefano Landi.

IL PROFESSORE DISSIDENTE: LIU XIAOBO,PREMIO NOBEL PER LA PACE

Liu Xiaobo (刘晓波in cinese; Changchun, 28 dicembre 1955) è uno scrittore cinese, attivo da molti anni nella difesa dei diritti umani sulla scena nazionale del suo Paese.
L’8 dicembre 2008 Liu Xiao Bo è stato privato della libertà a causa della sua adesione al movimento «Charta 08». Detenuto in un luogo sconosciuto, è stato formalmente arrestato solo il 23 giugno 2009 sulla base dell’accusa di “incitamento alla sovversione del potere dello stato”. Dopo un anno di detenzione, il 23 dicembre 2009 si è svolto il processo; il 25 è stato condannato a 11 anni di prigione e a due anni di interdizione dai pubblici uffici. La sentenza è stata confermata in appello l’11 febbraio 2010.
L’8 ottobre 2010 è stato insignito del Premio Nobel per la pace «per il suo impegno non violento a tutela dei diritti umani in Cina». È il primo cinese a ricevere il riconoscimento per la pace.
Liu è nato a Changchun, nella provincia di Jilin, nel 1955. È stato educato alla religione cristiana. Ha conseguito la laurea di primo livello in letteratura all’Università dello Jilin nel 1982 e la laurea magistrale all’Università di Pechino nel 1984. Dopo la laurea, ha ottenuto il dottorato all’Università Normale di Pechino nel 1988. Successivamente ha lavorato in diverse università all’estero, come la Columbia University (USA), l’Università di Oslo (Norvegia) e l’Università delle Hawaii.
Come attivista per i diritti umani, Liu Xiaobo ha chiesto più volte al governo cinese di dare conto delle proprie azioni di repressione. In forza di ciò, è stato più volte arrestato e condannato nonostante le sue azioni siano sempre state pacifiche, inclusa la partecipazione alla Protesta di piazza Tiananmen nel 1989.
Nel gennaio 1991, Liu Xiaobo fu condannato per “propaganda ed istigazione controrivoluzionarie”, senza però essere messo in carcere. Nell’ottobre 1996, fu obbligato a trascorrere tre anni in un “campo di rieducazione” (laogai) per “disturbi alla quiete pubblica” a causa delle sue critiche al partito comunista cinese. Nel 2007, Liu fu portato in un carcere dove fu interrogato su alcuni suoi articoli, apparsi su siti web stranieri. Dal 2003 fino alla condanna al carcere è stato presidente della sezione cinese del PEN Club Internazionale.
L’attività umanitaria di Liu ha ricevuto approvazione e considerazione all’estero. Nel 2004 Reporter Senza Frontiere lo ha insignito del premio «Fondation de France», per la sua opera di strenuo difensore della libertà di stampa.
«Charta 08»
Liu Xiaobo è stato il promotore di «Charta 08», manifesto pubblico ispirato alla famosa Charta 77 redatta negli anni Settanta dai dissidenti cecoslovacchi. Redatto in occasione del 60º anniversario della proclamazione della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (10 dicembre 1948 – 10 dicembre 2008), Charta 08 è un grande appello alla libertà di espressione, al rispetto dei diritti umani e alle elezioni libere. Xiaobo sostiene la necessità di introdurre riforme democratiche nel sistema politico e il rispetto dei diritti umani, segnatamente della libertà di pensiero, nel proprio Paese. Sottoscritto originariamente da circa 300 personalità, Charta 08 ha raccolto quasi 10.000 adesioni, da parte di cittadini di varia estrazione sociale ed origine etnica.
Il Premio Nobel per la pace
Il 18 gennaio 2010, Liu è stato candidato al Premio Nobel per la pace da Václav Havel (uno dei promotori di Charta 77), il Dalai Lama, André Glucksmann, Vartan Gregorian, Michael Moore, Karel Schwarzenberg, Desmond Tutu e Gregory Javlinsky. Nei mesi precedenti l’annuncio del vincitore, il governo cinese è intervenuto duramente diffidando i giurati norvegesi dall’attribuire il prestigioso premio a Liu Xiaobo o ad altri dissidenti cinesi.
Dopo aver appreso dell’attribuzione del premio le reazioni cinesi sono state scomposte e molto dure. Il governo cinese ha di fatto interrotto la diretta televisiva con il comitato del Nobel, ha censurato tutti i commenti dei leader occidentali e ha richiamato l’ambasciatore norvegese per avere spiegazioni, definendo il premio a Xiaobo una «oscenità». In realtà l’attribuzione del premio Nobel non è di matrice governativa ma completamente indipendente.
«Durante gli ultimi decenni – si legge nelle motivazioni del Comitato per il Nobel – la Cina ha fatto enormi progressi economici, forse unici al mondo, e molte persone sono state sollevate dalla povertà. Il Paese ha raggiunto un nuovo status che implica maggiore responsabilità nella scena internazionale, che riguarda anche i diritti politici. L’articolo 35 della Costituzione cinese stabilisce che i cittadini godono delle libertà di associazione, di assemblea, di manifestazione e di discorso, ma queste libertà in realtà non vengono messe in pratica». «Per oltre due decenni, – continua il Comitato del Nobel – Liu è stato un grande difensore dell’applicazione di questi diritti, ha preso parte alla protesta di Tienanmen nell’89, è stato tra i firmatari e i creatori di Charta 08, manifesto per la democrazia in Cina. Liu ha costantemente sottolineato questi diritti violati dalla Cina. La campagna per il rispetto e l’applicazione dei diritti umani fondamentali è stata portata avanti da tanti cinesi e Liu è diventato il simbolo principale di questa lotta».

Premio Nobel per la pace 2010