Il silenzio di Maria come condizione per l’ascolto della Parola di Dio

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Maria ha un momento di turbamento quando l’angelo le rivela la lieta novella. E’ un turbamento di una giovine, che contempla la Parola senza mai metterla in discussione tanto da offrirsi a Lui completamente come Abramo con la sua fede. Un turbamento, che viene immediatamente sopraffatto dall’amore e dal cuore.  Quanta indispensabile necessità vitale per noi  essere in ascolto di Dio che parla. Maria apre il suo cuore e fa scaturire la sua risposta. “ Si compia in me secondo la Tua Parola”. In questo Santo Natale cerchiamo Gesù non nel presepe che abbiamo preparato in casa e che ci fa commuovere per un attimo ma nel presepe che abbiamo innalzato  dentro il nostro cuore, che ci illumina nel nostro cammino terreno. Per saper dire, come Maria: “ Dio, avvenga in me ciò che Tu vuoi !” Il Bambino è in noi. Solo così possiamo capire la festività che è gioia e tripudio nel nostro cuore ed allora annunziarla agli altri, offrendo regali a chi ci circonda per ringraziare ancora con gioia per il dono più bello che Dio Padre ci ha fatto: Gesù. Anche Elisabetta  alla vista di Maria esprime la sua commozione ed ammirazione per la cugina: ”Beata colei che ha creduto nell’adempimento  delle Parole del  Signore”. (Lc  1, 45). Per questa fede “tutte le generazioni  la chiameranno beata” (Lc 1, 48). La fede di Maria, allora, diventa il cardine di ogni beatitudine, di quelle realtà che verranno declamate da Gesù nel discorso della Montagna. E’ la più grande rivoluzione umana perché, a partire dall’insegnamento di Maria fino alla celebrazione di Gesù, rappresentano lo strumento che ci fa spostare montagne. Senza la beatitudine mariana, le altre beatitudini rischiano l’appiattimento  nel sociale (prendersi cura delle povertà), mentre rappresentano l’espressione più alta della fede, che riesce a trasformare il destino degli uomini. Nel Magnificat, Maria anticipa l’opera di Dio nella storia: disperde i superbi, rovescia i potenti dai troni, rimanda a mani vuote i ricchi, innalza gli umili e ricolma di beni  gli affamati” ( Lc, 1 46-55). Il Dio, di manzoniana lettura, che “ atterra e suscita” è un Dio infinitamente buono , che salva le sue creature e prepara le condizioni ottimali affinché tutti siano alla sua Presenza, capovolge la storia umana che va avanti con l’istintualità e pretende una lettura animata solo dalla razionalità. Dio rimescola i ruoli umani e sconvolge i progetti di grandezza degli uomini nella storia. Se veramente crediamo che Dio è con noi, che Cristo è l’Emmanuele, che lo Spirito Santo anima il nostro corpo, suo Tempio, entreremo in sintonia con Maria, con quel Magnificat che è la Fede pratica e reale, unica speranza di salvezza che rende significativa la nostra presenza nel mondo e che ci tiene in intimo contatto, quotidianamente, ora per ora, minuto per minuto, secondo per secondo, con Dio, con la sua grazia e con la sua voce.

O Maria , fa che testimoniamo ogni giorno la nostra Fede, con tutte le nostre forze e con tutta  la nostra vita e che il Vangelo di Cristo, la Parola di Dio sia alimento del nostro respiro, della nostra anima  e della nostra carne.